Armenia

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L’Armenia oggi

Tracciare un quadro storico dell’Armenia, sia pure in estrema sintesi, diviene operazione quanto mai complessa, data la travagliata alternanza di periodi di pace e conflitti, durante i quali si sono alternati dinastie e governi diversi e gli armeni si son trovati ad interagire con le “grandi potenze” del tempo, come romani, persiani, turchi, arabi, russi.

Preferiamo pertanto illustrare alcuni degli aspetti più rilevanti dell’Armenia di oggi, che costituisce territorialmente circa un decimo di quella che fu la cosiddetta Grande Armenia storica.

La Repubblica d’Armenia si estende principalmente su di un altopiano, con un’altitudine tra i 1000 e i 1800 metri, percorso da catene di origine vulcanica che superano in più punti i 3000 metri di altitudine. Confina a nord con la Georgia, a est con l’Azerbaigian, a sud con l’Iran e a ovest con la Turchia.

L’attuale Repubblica d’Armenia può essere definita una nazione giovane: infatti, già Repubblica federata all’interno dell’Unione Sovietica a partire dal 1920, ha proclamato la propria indipendenza nel 1991, entrando quindi a far parte del C.S.I. Da un ventennio è un paese che sta progressivamente e con fatica costruendo il proprio futuro, essendo partito da una situazione non facile. Minuscolo territorio (poco meno di 30.000 kmq), privo di sbocchi sul mare e di risorse energetiche, l’Armenia ha inevitabilmente pagato conseguenze rilevanti a seguito del crollo dell’URSS, di cui era una delle repubbliche tecnologicamente ed economicamente più avanzate. All’indomani dell’indipendenza, è stato messo in atto un rapido piano di privatizzazioni nel settore agricolo ed industriale, sostenuto anche da un cospicuo contributo economico della diaspora. Ma il percorso, tutto in salita, con momenti di rallentamento nello sviluppo, è dovuto anche alle conseguenze del conflitto per il Nagorno-Karabach, enclave armena in territorio azero – creata artificiosamente in epoca staliniana – la cui popolazione ha rivendicato la propria indipendenza nel dicembre 1991,una volta verificatasi la dissoluzione del gigante sovietico. Tale conflitto che ha coinvolto gli armeni di questa regione e l’Azerbaigian si è concluso con un cessate il fuoco nel maggio 1994 ed una auto proclamata Repubblica Indipendente del Nagorno-Karabach, non ancora riconosciuta a livello internazionale. Da allora si sono succeduti sterili tentativi di negoziati che hanno visto una chiusura totale dei confini con l’Azerbaigian e quindi l’impossibilità di accedere alle risorse energetiche, specie petrolifere, di questo paese limitrofo.Nel corso di questo ventennio pertanto, vista la sua delicata posizione geopolitica, l’Armenia si è vista costretta a rafforzare le proprie antiche buone relazioni con Mosca, accettando, ad esempio, la presenza di basi militari russe nel proprio territorio per 25 anni. I confini con la Turchia – alleato zero – rimangono chiusi. Con questo Paese inoltre è ancora aperta – e molti storici ed osservatori politici ritengono lo rimarrà a lungo – la dolorosa e spinosa questione del riconoscimento del genocidio del 1915. Pertanto per l’Armenia gli unici interlocutori politici ed economici restano l’Iran e la Russia, e negli ultimi tempi ha evidenziato una progressiva apertura ideologica verso l’Occidente e l’Europa.

Gli abitanti dell’Armenia ammontano a 3.200.000 circa, in massima parte di etnia armena, con minoranze russe, greche ed ebraiche. Tale popolazione è prevalentemente urbanizzata, nella capitale Erevan ed in altri centri come Vanadzor e Gyumri. Si sta assistendo infatti ad un progressivo spopolamento delle aree rurali più marginali del Paese. Inoltre, il nord, funestato nel dicembre 1988 da un devastante terremoto, rimane una regione povera ed è tuttora sostenuta  da aiuti umanitari.

Migliore è la situazione nel resto del Paese, che sta complessivamente incrementando le proprie risorse economiche grazie alla produzione ed esportazione di prodotti del sottosuolo, quali il tufo di origine vulcanica, le pietre dure, il marmo, il rame, ed inoltre argento ed oro.

In epoca sovietica l’Armenia era una delle repubbliche più altamente industrializzate, ma oggi molte grandi industrie sono state smantellate. Tuttavia non è del tutto scomparsa la produzione elettronica e meccanica, ed è in espansione il settore chimico farmaceutico.

In agricoltura di notevole interesse, anche se non ottimizzate, sono le produzioni cerealicole ed ortofrutticole. In particolare le albicocche (Prunus armenica) sono di eccezionale qualità e rappresentano, assieme al melograno – con cui si producono ottimi succhi di frutta – quasi un simbolo nazionale. Altrettanto importante è la viticoltura che, oltre al vino, consente la produzione di un distillato che si avvale il diritto alla definizione di “cognac” e che è ad un livello paragonabile a quello francese.

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